• Walter Meregalli

Ma mi serve davvero un cavalletto!?


La risposta è SÌ! Il cavalletto è un accessorio fondamentale e anche se stiamo iniziando soltanto ora a fotografare è bene che il nostro piccolo parco attrezzature ne preveda uno.

A cosa serve un cavalletto? A fare in modo che la nostra macchina non si muova e farci comporre con calma. È chiaro che non è pensabile di scattare qualsiasi cosa fissando il corpo della nostra macchina ad un cavalletto, ma spesso sottovalutiamo l’impiego di questo accessorio.

Ad esempio, ci troviamo sulla riva di un lago e la giornata è perfetta. La luce è drammatica e arriva di taglio – non preoccupatevi, col tempo impareremo a capire perché la luce laterale è sempre benedetta… – Non ci sono problemi di scelta di tempo, possiamo tranquillamente scattare con 1/500 a mano libera…. Perché diavolo dovremmo montare la macchina su un cavalletto?!

Perché così siamo costretti ad andare con calma. Con la Ostia reflex ben salda sulla testa di un cavalletto, possiamo dedicarci alla composizione dell’inquadratura, possiamo fare in modo che gli occhi perlustrino i bordi del mirino alla ricerca di oggetti indesiderati prima di scattare, possiamo fare un paio di scatti modificando l’esposizione – un po’ più chiaro, un po’ più scuro… Quello che quelli seri chiamano scatti a forcella.

Quando poi la luce scende, come ad esempio al tramonto, il cavalletto ci permette di continuare a scattare. Oppure quando la vena creativa prende il sopravvento e vogliamo esplorare il divertentissimo mondo dei tempi lunghi… Nessuno di noi è in grado di tenere la propria macchina immobile per 2 secondi o peggio ancora 10!!!

Ed ecco l’amico cavalletto.

Oggi il mercato offre cavalletti di tutti i tipi e per tutte le tasche, Io consiglio sempre di acquistare il massimo che le nostre finanze ci permettono, risparmiare è giusto, ma portarsi dietro un bidone significa soldi buttati.

Il cavalletto che ci serve deve:

  1. essere leggero

  2. essere telescopico – le gambe devono cioè potersi richiudere come tre canna da pesca

  3. essere solido

  4. essere alto almeno un metro e trenta, una volta aperto

Esistono cavalletti in alluminio, in fibra di carbonio, in plastica, in ferro. Ognuno di questi materiali ha caratteristiche diverse – ad esempio quelli in carbonio sono molto leggi e molto solidi, nonché molto costosi…

Come scegliere il cavalletto che fa per noi

PESO – guardiamo il peso complessivo dell’attrezzo – è quello che poi ci caricheremo in spalla! – e facciamo la scelta migliore, perché i cavalletti leggeri costano di più.

CARICO – ogni modello ha la capacità di reggere un peso massimo. Non possiamo pensare di montare una reflex da 1chilo con un tele da un chilo e mezzo su un cavalletto sottile sottile…

ALTEZZA MASSIMA/ALTEZZA MINIMA – sono due caratteristiche fondamentali. Una ci dice a che altezza al massimo potremo scattare e l’altra quanto ingombra effettivamente il nostro aggeggio una volta ripiegato – l’ingombro è dato dal numero di sezioni di ogni gamba, di solito 3 o 4… Più sezioni, meno ingombro. Più sezioni, meno stabilità – dobbiamo fare una scelta

ATTACCO – i modelli professionali vengono venduti senza quella che si chiama testa, che va acquistata a parte. Sulla testa viene fissata la macchina. Chiaramente le teste separate offrono una garanzia di affidabilità maggiore. Ma al nostro livello possiamo tranquillamente risparmiare qualche euro e optare per un modello con testa incorporata. Controlliamo però la solidità e l’efficacia dell’attacco – è fondamentale!!!! è lì che agganceremo la nostra amata macchina…

Direi che ho ricordato tutto… O quasi, male che va, scrivetemi…

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© 2015 by Walter Meregalli.

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