• Walter Meregalli

Ritratti: tagliare o non tagliare le teste?

Scatto rubato dall’auto -inquadratura inclinata e taglio della testa conferiscono dinamismo alla foto


“Tagliare o non tagliare (le teste), questo è il dilemma.”

Appunto, questo è il dilemma che affligge il fotografo alle prime armi in relazione ad un ritratto. Be’, la regola canonica recita “MAI TAGLIARE LE TESTE!”, ma appunto si tratta di regola canonica e nessuno ci impone di seguirla ogni qualvolta siamo alle prese con un ritratto.

Fondamentalmente esistono tre tipologie di ritratto:

  1. a figura intera

  2. piano americano – dove il taglio è a metà coscia,

  3. mezzo busto

  4. testa/spalle.

In nessuno dei casi la regola prevede il taglio della testa, perché tale decisione renderebbe – a seconda dei tromboni delle fotografia – “l’immagine poco naturale”. Passi.

Personalmente posso anche essere d’accordo per le prime tre tipologie di ritratto, dove una testa mozza potrebbe – dico “potrebbe” – produrre un risultato poco gradevole, ma nei ritratti più ravvicinati, sono un cultore del taglio della testa.

Quando il vostro ritratto è TUTTO CONCENTRATO SUL VOLTO, allora (non so bene insignito di quale autorità…) mi sento di dire che potete anche sovvertire la regoletta e tagliare le teste.

Il bello del nostro cervello  è che è in grado di decodificare comunque anche immagini parziali di completarle inconsciamente, traendo anzi un piacere implicito in questo gioco psicologico di “completa la forma”.

Ed è proprio grazie a questa forma di complicità tra soggetto ritratto (con testa mozza) e pubblico che guarda che la foto diventa immediatamente quasi più interessante. Quando tagliamo, suggeriamo e suggerire implica un ingaggio ludico e psicologico inconscio con chi guarda e la risoluzione di questo comporta piacere.

Lasciate che sia l’occhio di chi guarda a completare la parte superiore della testa di Deepak


Tagliate cum grano salis. Usate il buon senso, non ammazzate il soggetto tagliandogli la testa all’altezza degli occhi o a metà naso, a meno che il linguaggio fotografico che state utillizzando non lo preveda, ma suggerite quanto più spesso vi sia  permesso.

Tagli un po’ azzardati producono ritratti meno formale,  conferendo dinamismo alla fotogo e portando chi guarda dentro lo scatto, non abusatene però.

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© 2015 by Walter Meregalli.

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