• Walter Meregalli

Sottoeporre o sovraesporre, questo è il dilemma

Tralicci nella campagna – Sottoesposta di 1 stop per rendere il cielo che montava a pioggia


“Sottoesporre o sovraesporre questo è il dilemma che sia più nobile subire i dardi…”

Vabbè meglio che la pianti qui, prima di cadere nel ridicolo assoluto, quello che vorrei trattare in questo post dedicato all’esposizione è un argomento spinoso che ha a che fare con L’ESPOSIZIONE CREATIVA.

Sbaragliamo il campo da falsi miti: PER OGNI FOTO ESISTONO NUMEROSE ESPOSIZIONI TRA LE QUALI SCEGLIERE, TUTTO DIPENDE DA QUELLO CHE VOGLIAMO TRASMETTERE CON IL NOSTRO SCATTO.

Partiamo dal concetto che nessuno è interessato a guardare foto di cartoncini grigi al 18%, perché dovremmo castrare la nostra visione e ragionare solamente in termini di quello che l’espositore della nostra macchina ci indica come coppia corretta tempo/diaframma? Qualcuno di noi potrebbe rispondere perché la macchina è una macchina e non sbaglia mai! E allora io dico RISPOSTA SBAGLIATA! o meglio sbagliata a metà… la macchina non sbaglia, ma non sa quello che vogliamo dire con le nostre foto ed è soltanto come pieghiamo la luce al nostro estro che ci aiuterà ed esprimerci al meglio.

Per cui PARTIAMO DAL SUGGERIMENTO DELL’ESPOSIMETRO E FACCIAMO LE NOSTRE SCELTE – questa è quella che io chiamo esposizione creativa.

SOTTOESPORRE Le immagini sottoesposte – per errore o volutamente – risultano… scure! ah ah ah, sembra la scoperta dell’acqua calda, ma è bene che certe cose le fissiamo una volta per tutte. Oltre ad essere più scure, le immagini sottoesposte (volutamente) SPESSO CONFERISCONO ALLA SCENA UN TONO CARICO DI TENSIONE. Sottoesporre, con parsimonia, aumenta anche la saturazione dei colori, rendendo la scena molto più dinamica. Va da sé che troppo sottoesposizione…

Dal Castore – 1.5 stop per dare a cielo e neve maggiore tensione


SOVRAESPORRE Le immagini sovraesposte – per errore o volutamente – risultano… chiare! Ciò detto, che non aggiunge davvero molto alla nostra tecnica fotografica, vorrei dire che la scelta di una moderata sovraesposizione rende SPESSO PIU’ ETEREA E DELICATA  UNA SCENA ALTRIMENTI NORMALE. ATTENZIONE!!!! già attenzione però con la sottoesposizione creativa…  i sensori digitali sono meno tolleranti alla sovraesposizione delle vecchie pellicole per cui tendono a bruciare i dettagli nelle luci molto più facilmente di quanto non chiudano quando si sottoespone – che tradotto in una lingua comprensibile significa, se chiudi tanto, qualcosa resta ancora, se apri troppo ti freghi la foto! chiaro!? Per cui, sovraesponiamo cum grano salis,  magari un mezzo stop di meno, che così siamo tranquilli.

Taj Mahal +2/3 di stop per cogliere tutti i dettagli del colìonnato e per dare la sensazione del sole che entra da sinistra


DI QUANTO CHIUDERE O APRIRE? Questo equivale al famoso quanto basta  delle ricette di cucina. Nessuno potrà dirvi quanto davvero aprire o chiudere il diaframma o compensare se state scattando in priorità o di tempo o di apertura. Solo l’esperienza ci correraà in aiuto! E l’esperienza mi dice: 1/3 di stop (sia in su, sia in giù) è praticamente una correzione impercettibile, 1/2 stop aiuta, 1 stop interpreta, 2 stop può essere troppo o proprio quello che volevo… avete capito l’antifona?! Provate, non c’è ricetta che tenga!

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© 2015 by Walter Meregalli.

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