Ritratti: 10 consigli per come comportarsi dietro la macchina

Un ritratto corporate un po’ diverso, ma frutto del clima rilassato che sono riuscito ad instaurare con i tre designer ritratti


Ritrarre un soggetto è forse una delle attività fotografiche più difficili. In questo ambito, il successo della sessione fotografica è spesso legata a come fotografo e soggetto riescono ad interagire durante il tempo che sono costretti a stare uno di fronte all’altro.

Ecco alcuni consigli che ho ricevuto negli anni, che ho rubato a fotografi più  esperti e alteri ancora dettati dal buon senso e dall’espserienza:

  1. L’UMORE CONTA Il nostro umore influisce sull’umore di chi fotografiamo. Mostriamoci rilassati e sorridenti e avremo più possibilità che la cosa succeda anche dall’altra parte della macchina fotografica. Il segreto forse sta nel saper instaurare da subito un rapporto di rispettosa informalità.

  2. INTERESSIAMOCI AL NOSTRO SOGGETTO “Il grande fotografo sa sempre interessarsi al suo soggetto”, sono parole della Leibovitz, non mie, ma cerco di ricordarmele sempre, ogni qual volta inquadro un soggetto. Per la durata della sessione fotografica dimentichiamoci di noi e concentriamo l’attenzione su chi stiamo fotogrando. Facciamo domande! Facciamoci raccontare da dove viene, le sue radici, i suoi sogni, gli hobby… cerchiamo di interessarci alle persone che ritraiamo e anche i nostri ritratti risulteranno migliori.

  3. IL NOME HA UN SUONO DOLCE Non ce ne rendiamo conto, ma venire chiamati per nome è una cosa che ci fa piacere, ci fa sentire riconosciuti e ci fa sentire importanti. Chiamiamo per nome le persone che fotografiamo, le metterà a loro agio.

  4. CERCHIAMO DI ESSERE NOI STESSI, SEMPRE Non impersoniamo ruoli. Noi siamo noi, non dimentichiamocelo. Usiamo il nostro modo di fare, le nostre parole. Non atteggiamoci e vedremo che le cose scivoleranno verso il meglio. Non c’è niente di peggio del fotografo barzellettiere o del fotografo che impersona il semi-dio.

  5. NON PIANIFICAMIO E SARA’ UN DISASTRO PIANIFICATO Anche in una sessione di ritratti corporate, la preparazione è fondamentale. Luci, props, location, attrezzatura… sono tutti dettagli da curare per tempo, se intendiamot portare a casa il lavoro con successo.

  6. DOBBIAMO SAPER POSARE Per dirigere un soggetto è necessario saper posare, può sembrare una sciocchezza, ma è il solo modo perché il soggetto dall’altra parte della macchina fotografica non si senta ridicolo. Chiediamo, ma soprattutto mostriamo. Passiamo dall’altra parte e mostriamo quello che intendiamo. Capiremo subito se quello che stiamo chiedendo è fattibile.

  7. INDICAZIONI CHIARE Per prima cosa mettiamoci in testa che la nostra sinistra è la destra per chi posa e, viceversa, la nostra destra è la sua sinistra – può sembrare una banalità, ma molto spesso, non ricordarselo, è la prima ragione di incomprensioni. Sottolineiamo le parole con i gesti e manteniamo le parole al minimo, proprio per non creare confusione. Utilizziatemo riferimenti reali, piuttosto che un semplice destra o sinistra, ad esempio funziona meglio dire, “guarda verso quell’albero”, “gira la testa verso la finestra”, o “verso la luce!. Nel caso il soggetto non capisca, non dobbiamo perdere la calma, ma semplicemente fermarci per qualche istante, resettare le istruzioni, accendere un bel sorriso e ripetere da capo quello che intendevamo.

  8. I COMPLIMENTI VELOCIZZANO IL LAVORO Posare davanti ad una macchina fotografica è un’attività che in molti genera ansia. Usiamo i complimenti per sconfiggere l’ansia di chi sta posando per noi. “Bravo!”. “Molto bene!”. “Perfetto così!”. Sono tutte frasi che aiutano chi posa a sentirsi più a suo agio. Lasciamo perdere le critiche e concentriamoci soltanto gli aspetti positivi.

  9. I MOMENTI TRA UNO SCATTO E L’ALTRO Spesso i momenti di pausa sono i migliori per cogliere scatti incredibili. Teniamoci pronti

  10. A VOLTE LASCIAMO CHE A CONDURRE SIA PROPRIO IL SOGGETTO Qualche volta vale la pena fare un passo indietro e lasciar fare quello che il soggetto ha in mente, non è detto che ne uscirà lo scatto che sceglieremo, ma potrebbero aprirsi alternative interessanti. Spesso il soggetto ha una sua idea molto chiara e molto personale di come vorrebbe vedersi ritratto. Qualche volta vale la pena provare a scattare seguendo la creatività del soggetto, non solo farà sì che il soggetto si sentirà maggiormente gratificato, ma potrebbero davvero venir fuori scatti alternativi ai quali non abbiamo minimamente pensato. Accorgiamoci però se le cose non funzionano e riportiamo la sessione sui giusti binari. Un conto è provare, un conto è lasciarsi trascinare in situazioni assurde e sciupare tempo prezioso.

Alberto Franceschini ritratto nella palestra di boxe usata per “Rocco e i suoi fratelli” – posa proposta dal soggetto


Posa scelta


Ecco cosa intendevo. Dovevo ritrarre Alberto Franceschini, fondatore delle Brigate Rosse o oggi presidente delle ARCI, nella palestra che fu set del film di Luchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”. Alberto era piuttosto collaborativo, ma credo che fosse frutto di un certo disagio. Quando mi ha proposto di indossare i guantoni, l’ho incoraggiato a farlo e ho scattato. Non era di sicuro la mia idea, ma ho scattato comunque. Sotto lo scatto scelto, ma che è arrivato anche grazie alla digressione creativa concessa al soggetto.

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© 2015 by Walter Meregalli.

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